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EDITORIALE - SOMMARIO

club di lettura

La mia vita dorata da Re

La mia vita dorata da reIl libro scelto per l’ormai tradizionale appuntamento col Club di lettura delle classi di prima media è “La mia vita dorata da Re” di Jenny Lagerfeld.

Trama:
Sigge ha 11 anni e per una serie di problemi familiari da Stoccolma si trasferisce nella piccola cittadina di provincia in cui vive la nonna. Un'occasione unica per resettare la sua vita e tentare di diventare popolare. Sigge ha l'estate davanti, esattamente 59 giorni per compiere la sua trasformazione.

Jenny JägerfeldChi è la scrittrice?
Jenny Jägerfeld è una scrittrice e psicologa svedese, celebre per i suoi libri per giovani adulti. I suoi romanzi trattano tematiche come l'identità, le difficoltà adolescenziali e le relazioni, spesso con un tono ironico.
Il suo libro più noto è "Här ligger jag och blöder", che esplora il disagio giovanile. La sua esperienza come psicologa le consente di affrontare questi temi con profondità e autenticità. La sua scrittura riesce a mescolare momenti divertenti con riflessioni più profonde.
Come detto i suoi scritti esplorano temi importanti e complessi, soprattutto legati alla crescita e alle difficoltà adolescenziali. Ecco alcuni dei suoi libri più conosciuti:

  • "L’arte di essere normale" racconta la storia di Jonathan, un ragazzo che cerca di capire la sua identità di genere in un mondo pieno di stereotipi.
  • "La ragazza di prima" esplora il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, trattando temi come le relazioni familiari e l'autostima. Un libro che riflette sulle sfide emotive dell'adolescenza.
  • "E allora?!" esplora il superamento delle difficoltà e la crescita personale. La protagonista affronta attraverso un dialogo interno i problemi quotidiani, l'amore e la ricerca della felicità
  • "Mio papà è un alieno" in questo libro, Jagerfeld racconta una storia divertente ma anche riflessiva. La protagonista si sente un po’ fuori posto e ha la sensazione che suo padre sia "strano" come un alieno.

Elisa Vallavanti, Elisa Delleani, Sofia Crippa, Ottavia Giaroli

rubrica viaggi

EMIRATES

Nel 1984 l’ anziano Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Ministro della difesa degli Emirati Arabi Uniti e membro della famiglia reale progressista di Dubai, invitò Sir Maurice Flanagan, allora direttore generale di DNATA (Dubai National Air Transport Association), a fondare una compagnia aerea.
Nel dicembre dello stesso anno fu proposto un business plan dettagliato e il nome per la nuova compagnia aerea "Emirates"che è sicuramente la compagnia più comoda del mondo o quella più lussuosa e senz’altro la mia preferita. Emirates è una compagnia aerea che parte dalla classe economy e arriva alla prima classe.
prima classe emiratesEmirates è sicuramente la compagnia aerea dove potete stare tranquilli e comodi per tutto il viaggio, come testimonia in particolare la sua prima classe, costruita come un vero e proprio mini appartamento. Non è un caso che valutazioni e sondaggi imparziali definiscono Emirates la compagnia :

  • più comoda e confortevole
  • più sicura, con soli due incidenti in tutti i suoi anni di attività

Questa compagnia, senz’altro è la più lussuosa al mondo e anche, ovviamente, una tra le più costose. Emirates utilizza per la sua “flotta” due tipi diversi di aerei che sono:

Boeing A380 Boeing 777
il classico aereo a due piani, il Boeing A380 il nuovo e più moderno Boeing 777

Emirates è anche la compagnia con il servizio migliore, efficiente, veloce e con il personale di bordo molto gentile in grado di garantire un viaggio sereno.

Pietro Bongiorno 5a primaria

rubrica sport

Michael Jordan

michael JordanMichael Jeffrey Jordan, conosciuto anche con le sue iniziali MJ è un imprenditore, ex cestista ed ex giocatore di baseball statunitense.
Nato il 17 febbraio del 1963 a Brooklyn Giocò per tre anni all'Università della Carolina del nord a Chapel Hill, dove guidò la squadra alla vittoria del campionato nazionale NCAA nel 1982. Fu poi scelto per terzo al Draft NBA dai Chicago Bulls e diventò in breve tempo una delle stelle della lega, contribuendo a diffondere la NBA a livello mondiale negli anni '80 e '90. Nel 1991 vinse il suo primo titolo NBA con i Bulls, per poi ripetersi con altri due successi nel 1992 e nel 1993. Nel frattempo grazie anche al suo contributo il “vero ed unico” Dream team americano vinse due ori olimpici.
Tornò ai Bulls nel 1995 (dopo la piuttosto triste parentesi nel baseball, dove presumeva di poter primeggiare quanto aveva fatto nel basket) raggiungendo il mitico “threepeat” (la vittoria per 3 volte consecutive della lega NBA) e si ritirò una seconda volta nel 1999, per poi tornare come giocatore dei Washington Wizards dal 2001 al 2003, ponendo quindi definitivamente termine alla sua carriera agonistica.
Insieme a LeBron James è l'unico cestista della storia NBA ad avere almeno 3 titoli, 3 MVP (miglior giocatore) della regular season, 3 MVP delle finali e 3 MVP dell’All Star Game.
Il suo logo iconico: il “volo” verso il canestro a gambe divaricate e mano sinistra verso il cielo è ancora oggi un'immagine in grado di emozionare milioni di appassionati dello sport.

Simone Scandurra

rubrica scacchi

Robert James Fischer...una leggenda indimenticabile degli scacchi!

Bobby FischerRobert James Fischer, detto Bobby (nato a Chicago, 9 marzo 1943 – Reykjavík, 17 gennaio 2008), è stato un grande scacchista statunitense naturalizzato islandese, grande maestro e campione del mondo di scacchi (per molti è stato il miglior giocatore della storia).
Fu il primo (e finora unico) scacchista statunitense a potersi fregiare del titolo di Campione del mondo. Titolo conquistato battendo il grande maestro sovietico Boris Spasskij (morto il 28 febbraio di quest’anno e a sua volta autentico genio della disciplina) durante la storica finale del 1972 in Islanda, in un'epoca, quella tra il 1946 e il 1991, in cui il mondiale di scacchi era appannaggio esclusivo della scuola sovietica.
La cosiddetta partita del secolo fece acquisire a Bobby un eco davvero mondiale, facendone anche una sorta di eroe della “guerra fredda”. È considerato come dicevamo tra i migliori giocatori di scacchi di tutti i tempi come testimonia lo stesso titolo di Grande Maestro, attribuito a pochi giocatori in tutta la storia della disciplina scacchistica e da lui ottenuto pensate all’età di soli 15 anni. Bobby infatti, iniziò a giocare a scacchi all’età di 6 anni da autodidatta e fin da ragazzino gli risulta decisamente facile vincere i vari tornei a cui si iscrive. Fischer partecipò per la prima volta alle selezioni per il campionato del mondo nel torneo interzonale del 1958, tenutosi a Portorose, in Jugoslavia,dove ottenne un piazzamento utile alla qualificazione al torneo dei candidati dell'anno successivo. Grazie a questo risultato, divenne appunto "grande maestro internazionale" a quindici anni, sei mesi e un giorno (record di precocità rimasto imbattuto fino al 1991, quando fu superato da Judit Polgár) e abbandonò la scuola.
Dopo la epocale sfida con Spasskij del 1972, il suo carattere decisamente difficile, le sue opinioni quantomeno discutibili (l’antiebraismo, la misoginia…) ed alcune scelte controverse come quella nel 1992 di giocare la rivincita contro lo stesso Spasskij in Jugoslavia dove vigeva l’embargo dell’ONU e del governo statunitense, lo misero sempre più ai margini della scena scacchistica mondiale, alimentando tuttavia sempre più il suo mito fino alla morte, avvenuta nel 2008 proprio in quell’Islanda che ne aveva registrato il più grande successo sportivo.

Leonardo Lorenzin

cronache dal Convitto

Museo della metrologia

La classe quarta del Convitto Longone di via Olivetani, l’11 marzo ha visitato il Museo della metrologia sito in via Meravigli, per vedere una mostra dedicata alla storia delle misure, a partire dagli Egizi e fino ai giorni nostri, come indica lo stesso titolo “Il valore della misura - Un viaggio alla scoperta della metrologia”.
museo metrologiaIl percorso espositivo della mostra attraversa otto sezioni tematiche. Ogni sezione esplora le diverse attività svolte dagli Ispettori metrici, figure essenziali per garantire affidabilità e precisione nelle misurazioni. Tra gli strumenti esposti (circa 70) c’erano bilance antiche, masse e misure di capacità risalenti agli inizi del XX secolo, affiancati da documenti storici mai esposti prima.
Dopo la visita siamo andati a fare un laboratorio sul peso:siamo stati divisi in 5 gruppi, ognuno dei quali a turno doveva pesare determinati oggetti (candela, gnomo, lucchetto, chiavi) con questi strumenti tanto diversi da quelli digitali a cui ormai siamo abituati, ma comunque frutto di un ingegno ed una precisione straordinarie.
La cosa che ci è piaciuta di piu’ è stata la visita e la vista degli strumenti, ma anche il laboratorio che ci ha dato modo di verificare sul campo quello che avevamo potuto precedentemente ammirare con lo sguardo.
Alla conclusione di questo articolo speriamo che sia venuta voglia anche a voi di visitare il museo della metrologia e di conoscere un po’ meglio la storia di pesi e misure.

Tommaso Rogari e Nicolò Rametta classe IV primaria

cronache dal Convitto

al teatro Trebbo

teatro il trebboAnche quest’anno siamo stati al teatro Trebbo a vedere uno spettacolo sull’uomo primitivo dal titolo ”Oddio l’uomo” con la maestra Giovanna, infatti per noi di terza le origini dell’uomo è uno degli argomenti di storia.
Lo spettacolo, come da tradizione del Trebbo, è stato particolarmente interattivo. Appena arrivati ad ognuno di noi è stato disegnato un puntino colorato sulla mano e abbiamo poi scoperto che serviva appunto per partecipare allo spettacolo. Mentre gli attori erano in scena venivamo chiamati per salire sul ”palco” e partecipare al racconto dell’evoluzione proprio a seconda del colore dei puntini che avevamo disegnato sulla mano.
All'inizio in scena c’è una scimmia che rappresenta l’antenato dell’uomo, che piano piano si evolve scoprendo l’acqua, il fuoco, il cibo, l’acqua calda …
E’ stato davvero bello, divertente ed emozionante stare assieme ai compagni e a tante altre classi.

Stefano & Vicky classe IIIA primaria

Rubrica turismo

consigli per uscite didattiche

Salve! Milano è una città molto grande, una autentica metropoli nonché la città dove abitiamo, e perchè non approfittarne per fare delle uscite didattiche originali e mirate sul territorio? Questi alcuni dei nostri consigli per il presente immediato e il futuro.

  • MIART + ART WEEK dal 1 al 6 aprile Milano Art Week è la settimana dedicata all’arte, promossa dal Comune di Milano, coordinata dall’Associazione Arte Totale – composta da ArtsFor, Artshell e MAC Milano Art Community –, in collaborazione con MIART e con le principali istituzioni culturali pubbliche e private milanesi.
  • TRAVELOGUE: Storie di viaggi, migrazioni e diaspore al Mudec dal 20 marzo al 21 settembre 2025.
    Quale miglior stagione per parlare di viaggi della primavera? In questo caso però non si parla solo della parte giocosa del viaggio: la mostra Travelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore al Mudec, affronta questo tema sotto diversi aspetti. Si parte dal viaggio mitico, a partire dalla cultura europea con Caronte e Dante, passando al nomadismo, al viaggio metaforico e a quello mentale, per arrivare alla “materialità” dei viaggi.
art week 2025 travelogue

Alessandra Stella

Rubrica... pedagogia

l’educazione dei bambini in Svezia

Si parla tanto di sistemi pedagogici e allo stesso tempo di sistemi sociali integrati in grado davvero di promuovere lo sviluppo del bambino, poi futuro cittadino e quello svedese è stato e resta ancora un autentico modello.
In Svezia, l'educazione dei bambini è molto attenta e si concentra sul benessere e sulla libertà di espressione. I bambini vengono incoraggiati fin da piccoli a esplorare, imparare e sviluppare le loro capacità in modo naturale. Le scuole sono molto inclusive, si promuove l'uguaglianza, la libertà e soprattutto l'autonomia.
bambinio in SveziaA partire dalla scuola materna, i bambini imparano giocando e facendo attività che stimolano la creatività e la socializzazione. Trascorrono la maggior parte della loro giornata all’aria aperta, liberi, in enormi giardini o parchi. Gli insegnanti sono molto attenti alle esigenze individuali, ma restano sempre “un passo dietro” proprio per dare spazio alla loro libertà e autonomia. Inoltre, l'ambiente scolastico è progettato per essere accogliente e stimolante.
In Svezia, Norvegia e in generale in Scandinavia il clima non è certo mite, soprattutto nei mesi invernali! Eppure in questi paesi i bambini trascorrono molto tempo all’aperto, anche quando c’è la neve e diversi gradi sottozero. Non sentono mai raccomandazioni come “prendi freddo”, “attento che ti sporchi”; anzi attrezzati con un abbigliamento adeguato, facile da lavare, passano tanto tempo a contatto con la natura. Così crescono attivi, rischiano meno il sovrappeso e imparano a rispettare l’ambiente.
In Svezia, i servizi educativi sono gratuiti e obbligatori dai 6 anni. Le scuole offrono anche un buon supporto per i bambini con difficoltà, e c'è molta attenzione alla salute mentale e al benessere emotivo.
In generale, quello che abbiamo capito leggendo vari articoli su questo tema è che c’è una grande attenzione alla libertà di pensiero e alla costruzione di un ambiente educativo a misura dei piu’ piccoli. Molte famiglie italiane decidono di trasferirsi nei paesi nordici proprio perché sostengono questo metodo educativo, e in generale questo stile di vita; lento e in armonia con la natura.

educazione nordicaUn esempio ed una testimonianza in tal senso è quello di una ragazza di nome Federica Pepe che si è trasferita in Svezia, dove ha incontrato il suo futuro marito e ha costruito la sua famiglia.
Il libro di Federica Pepe sull’educazione nordica
"Educazione nordica" è il suo libro. Esplora le pratiche educative dei paesi nordici, con un focus particolare su come l'educazione in Finlandia, Svezia e Danimarca possa essere un modello di riferimento per l'Italia. L'autrice analizza le differenze tra i sistemi scolastici e le metodologie di insegnamento, evidenziando l'importanza di una visione olistica dell'apprendimento, che includa il benessere emotivo e fisico degli studenti. La lettura è interessante e stimolante, offrendo spunti di riflessione su come migliorare l'approccio educativo in Italia, promuovendo valori come l'autonomia, la collaborazione e il rispetto reciproco. Il libro è accessibile, ben scritto e ricco di esempi concreti che aiutano a comprendere come e perché i paesi nordici siano considerati all'avanguardia in questo settore.

CONVITTO NAZIONALE PIETRO LONGONE
SCUOLA PRIMARIA - SCUOLA SECONDARIA DI I° - LICEI

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SCUOLA IN CHIARO
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